E' una storia molto bella!

Possiamo proprio trovare quanto la Provvidenza di Dio abbia fatto durante le alterne vicende di questa Villa. 
Non valsero le leggi napoleoniche della Repubblica Cisalpina e nemmeno le   soppressioni ottocentesche a eliminare questa Villa e tutta la sua forza spirituale.


 


 

                 Il 23 ottobre 1523, i Nobili Morigia comperano questa Villa e 614 pertiche di terreno: “In territorio Zuchono Sancti Joanni, pieve di Agliate, Ducato di Milano”. 

 


Il 24 Marzo 1546, l’erede del patrimonio,

Giacomo Antonio Morigia che assieme a Sant’Antonio Maria Zaccaria aveva fondato l’Ordine dei Padri Barnabiti, un mese prima di morire (13 aprile) lascia la Villa e molto del suo patrimonio ai religiosi Barnabiti.

Questa Casa ospitò San Carlo Borromeo, (nella Cappella gentilizia a piano terra c’è un cartiglio in marmo con una scritta in latino sotto un affresco che rappresenta Maria e il Bambino, che ricorda il suo passaggio.

 

Altro grande personaggio che abitò in questa casa è Sant’Alessandro Sauli figlio del Senatore di Milano ma di provenienza genovese, confessore di San Carlo e di Niccolò Sfondrati poi Papa Gregorio XIV. 
Alessandro divenne Vescovo di Aleria in Corsica e fu il difensore dell’isola sempre minacciata dai Turchi. Quando fu nominato Vescovo di Pavia scrisse il 13 luglio del 1591 a Padre Carlo Bascapè: “Venuto che sia a Milano e statovi cinque o sei giorni, voglio che ci ritiriamo a Zuccone san Giovanni e ivi diamo ordine a tutte le cose, incominciando a dare quella buona e migliore forma alla casa vescovile di Pavia la quale desidero abbia piuttosto odore di religione che di corte temporale…”.

 Soggiornò in questa casa il Venerabile Cosimo Dossena che aveva combattuto accanto a di Ottavio Gonzaga e al Gran Duca d’Austria contro i Turchi a Lepanto. 
Si fece infatti barnabita e divenne Generale dell’Ordine. Fu poi nominato Vescovo di Tortona. Anche Giuseppe Parini veniva spesso a Zuccone riverire i suoi antichi maestri. Infatti fu iniziato alle belle lettera proprio dai padri Barnabiti.

Il 15 aprile 1805 avviene la soppressione Napoleonica della Casa. I Religiosi vengono allontanati e dispersi.
Da qui iniziò una spoliazione sistematica e un degrado pauroso. Tutto sparì, fu venduto o rubato. Ma la Provvidenza di Dio vigilava.   L’ingegner Susani la compera e vi impianta un allevamento di bachi da seta e la trasforma poi in filanda. 


                          Il 3 febbraio 1917 la Compagnia di Gesù con Padre Beretta di Sirone, riscatta la Casa. Dopo anni di paziente restauro il 4 giugno 1922 viene inaugurata e chiamata “Villa Sacro Cuore“ giacché in quella occasione fu posta la statua del Sacro Cuore, alta m 4,80 sulla torretta della casa. Doveva esserci il Cardinal Ratti ma qualche mese prima divenne Papa col nome di Pio XI. Famoso e illustre fu Padre Giorgio Bettan Superiore per parecchi anni della Casa.

Nel 1984i Padri Gesuiti lasciano la Villa che passa alla Diocesi di Milano. Nel febbraio1987inizia la sua nuova storia. “Un luogo nel quale accogliere il popolo di Dio per accostarlo alla Parola del Signore, per fargli gustare, per insegnargli a leggere la propria vita nella Sua Luce" (Cardinal Carlo Maria Martini).
 E’ una bella storia… La Provvidenza ha voluto che in mille peripezie, questa Casa rimanesse luogo di incontro con Dio, luogo di idee e di rilancio di vita.

Il Cardinale Dionigi Tettamanzi ha celebrato il 27 giugno 2003 la festa del Sacro Cuore.

                           Nell’omelia ha ringraziato il Signore per questo grande dono che è stato fatto alla Diocesi Ambrosiana